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Ιταλικά στα μέτρα σας

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Μαθαίνουμε εύκολα και ευχάριστα

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Εμφάνιση αναρτήσεων με ετικέτα scienza. Εμφάνιση όλων των αναρτήσεων
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Πέμπτη 4 Νοεμβρίου 2010

Trapianto di pancreas con il robot Da Vinci: primo caso al mondo

Un trapianto di pancreas con l’ausilio del robot Da Vinci: è accaduto per la prima volta al mondo qui a Italia, a Pisa. Si tratta di un intervento molto delicato, perché ampiamente invasivo usando le tecniche operatorie tradizionali. Ma è stato un successo! Il robot Da Vinci è uno strumento di alta precisione, l’evoluzione più moderna della laparoscopia, ovvero di una tecnica mini-invasiva, ha permesso così di salvare la vita ad una giovane donna di 43 anni, affetta da diabete di tipo 1. Ora è stata dimessa, dopo un mese di normale decorso post-operatorio.
In questo periodo si è valutato essenzialmente il trapianto, non la chirurgia di per se stessa, visto che ha coinciso con soli tre piccoli fori per far passare gli strumenti ed una incisione di soli 7 centimetri per permettere al nuovo organo (spiantato da donatore ormai morto) di essere posizionato e rimesso in funzione. Da Vinci è ovviamente manovrato da mani umane. Il tutto avviene attraverso una consolle poco distante dal letto operatorio, grazie a un joystick. A manovrare i 4 bracci meccanici è un chirurgo esperto: ovviamente il moderno robot non ha la capacità di intervenire autonomamente.

In questo caso ad operare è stato un team di circa 10 persone tra medici ed infermieri, guidato dal Prof. Ugo Bozzi Direttore della Chirurgia Generale e dei trapianti nell’Uremico dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. L’intervento è durato solo tre ore. La paziente in questione, madre di due figli, aveva già subito un trapianto di rene. Si aprono in questo modo nuove speranze per molti malati. L’intervento tradizionale (che dura almeno 5 ore e comporta un lungo taglio su tutto l’addome) è spesso stato contrastato: il trapianto di pancreas è considerato tra i più invasivi in assoluto.

La fragilità dei pazienti affetti da diabete di tipo 1 a cui serviva, spesso non ne consentiva l’applicazione. Ora così non è più. Da Vinci è nato negli Stati Uniti, con l’intento di operare solo alcune zone particolari del nostro organismo. E’ lo strumento d’elezione per intervenire sul tumore della prostata ad esempio. Ma in breve si è diffuso in tutto il mondo e il campo delle sue applicazioni sta ovviamente ampliandosi.

Πέμπτη 28 Οκτωβρίου 2010

Quanto piace l'auto elettrica? Il suo futuro tra dubbi e potenzialità

Ibrida, tutta elettrica o tradizionale ma con motori che consumano sempre meno carburante? Il futuro dell'auto è un vero rompicapo per i costruttori che devono pianificare i loro investimenti. C'è chi, come l'amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, ritiene che i veicoli elettrici siano una scelta prematura, destinati a raccogliere al massimo il 5% del mercato tra una decina d'anni. Altre case, come Toyota, stanno puntando sui mezzi ibridi, una tendenza inaugurata dalla Prius e ora seguita dalla nuova Auris. E ci sono marchi, Renault in primis (con l'alleata Nissan) che pensano che la strada da seguire, almeno per i centri metropolitani, sia l'auto elettrica al cento per cento.

Che cosa ne pensano gli automobilisti
Gli italiani, però, sono pronti a questo cambiamento? Secondo una ricerca Gfk Eurisko sulla mobilità elettrica nel nostro Paese, le vetture a zero emissioni piacciono molto e saremmo disposti a comprarle, a patto di essere aiutati con incentivi statali (come l'eco bonus per la rottamazione), la costruzione di reti capillari di centraline per ricaricare le batterie, più altre agevolazioni economiche, per esempio sull'assicurazione, il bollo auto e i parcheggi. Sono queste le misure che dovrebbero adottare le istituzioni pubbliche per promuovere la mobilità sostenibile, afferma più della metà del campione (2mila interviste su tutto il territorio nazionale in tre fasce: giovani 16-20 anni, adulti e aziende). Tra il 25 e il 39% degli intervistati, inoltre, vorrebbe far circolare le auto elettriche nelle zone a traffico limitato, mentre una percentuale minore, tra il sette e il 16%, pensa a corsie preferenziali per i mezzi ecologici.

Le maggiori preoccupazioni
Sicurezza e flessibilità sono le parole d'ordine per gli automobilisti: circa il 60% del campione, prima di considerare l'acquisto di una vettura elettrica, vorrebbe contare su una colonna per fare il pieno di elettricità nel suo garage o nel condominio in cui vive. Il 41% delle imprese vorrebbe installare almeno una centralina nei parcheggi aziendali, mentre il 55% non si accontenta, desiderando una colonnina per ciascun veicolo. Oltre il 60% degli intervistati comprerebbe un mezzo totalmente elettrico se potesse ricaricarlo anche nelle stazioni di servizio; più della metà, invece, vorrebbe vedere le centraline nei parcheggi pubblici e in quelli dei centri commerciali. A parte il prezzo (la ricerca Gfk, infatti, è partita dal presupposto che un'auto elettrica costi quanto una tradizionale dello stesso livello), le preoccupazioni maggiori sono l'autonomia e la velocità della ricarica. Una batteria dovrebbe garantire una percorrenza tra 100 e 200 km per circa il 40% del campione e superiore a 200 km per oltre la metà delle persone coinvolte nel sondaggio. La ricarica ideale dovrebbe durare meno di mezz'ora, al massimo tra una e due ore.

I progetti di Renault
La domanda finale della ricerca Gfk (Dopo tutto ciò di cui si è parlato finora, quale motore avrà la sua prossima auto?), mostra che il 14% dei giovani, il 12% degli adulti e il 17% delle aziende sta valutando l'acquisto di una vettura elettrica. C'è quindi uno spazio di mercato su cui Renault ha deciso d'investire. Il marchio francese, come ha ricordato Andrea Baracco, direttore Comunicazione di Renault Italia, è convinto che si possa trovare un punto d'incontro tra domanda e offerta di veicoli a zero emissioni. Occorre, però, sviluppare una strategia a 360 gradi per rispondere ai timori degli automobilisti e soddisfare le loro esigenze. Renault ha pensato a una gamma di quattro modelli (Twizy, Zoe, Fluent, Kangoo Express), dalla citycar al furgone, con l'obiettivo di correggere i buchi nella percezione dell'auto elettrica, evidenziati dal sondaggio Gfk.

E-Moving a Milano e Brescia
Che queste auto siano piccoline, poco attraenti, con scarse prestazioni e poco divertenti da guidare, sono i principali punti deboli emersi dalla ricerca. Si scopre, invece, che le icone del design Renault del futuro sono prototipi elettrici, come la sportiva Dezir, capace di accelerare da zero a 50 km/h in due secondi. Silenziosità e fluidità di marcia sono tra i principali vantaggi dei motori elettrici, che nei modelli Renault in commercio dal 2011-2012 potranno funzionare per 160 km in media con una carica completa delle batterie. Il mercato procederà necessariamente a macchia di leopardo, iniziando dai centri urbani dove stanno già partendo dei progetti pilota, come Milano e Brescia con E-Moving. Dal prossimo novembre arriveranno i 60 veicoli Kangoo e Fluence destinati a privati, aziende e amministrazioni pubbliche, mentre A2A installerà 270 colonne di ricarica tra luoghi pubblici e privati di entrambe le città. Il test durerà fino alla metà del 2011, creando una prima rete di centraline disponibili per chiunque acquisterà o noleggerà un mezzo elettrico.

Διαβάστε το άρθρο στο Il Sole 24 ore

Πέμπτη 21 Οκτωβρίου 2010

Internet: un corso per suore nell'era digitale

'La Suora nell'epoca digitale' e' il titolo del corso per l'utilizzo responsabile delle tecnologie, anche da parte dei religiosi. Il corso istituito dall'Ateneo Regina Apostolorum di Roma, servira' a far prendere confidenza con blog e social network che - afferma una nota dell'ateneo - 'non devono far paura o essere visti come strade che conducono al male'. Il corso si terra' dal 14 ottobre 2010 al 20 gennaio 2011, ed e' riservato alle religiose.

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