Μαθαίνουμε Ιταλικά όπου κι αν είμαστε

Ακόμα και αν είστε σε μία απομακρυσμένη περιοχή, μπορείτε να απολαμβάνετε ένα ιδιαίτερο μάθημα. Σε όποιο σημείο της Ελλάδας ή του εξωτερικού και αν βρίσκεστε μπορείτε να κάνετε μάθημα, αρκεί να έχετε έναν υπολογιστή ή tablet με σύνδεση στο internet.

Σύγχρονος τρόπος εκμάθησης με πρωτοποριακές μεθόδους

Πρωτοποριακές μέθοδοι διδασκαλίας, ευχάριστο μάθημα, πολυετής εμπειρία. Έχετε όλο το διδακτικό υλικό στον υπολογιστή σας σε ηλεκτρονική μορφή, αν θέλετε μπορείτε να το εκτυπώσετε, και το έχετε για πάντα μαζί σας.

Ιταλικά στα μέτρα σας

Με τα online μαθήματα δεν πρέπει να προσαρμόζετε το προσωπικό σας πρόγραμμα στις ώρες των μαθημάτων, αλλά το αντίθετο: δημιουργούμε ένα πρόγραμμα για τα μαθήματά μας που να ταιριάζει στον τρόπο ζωής σας.

Μαθαίνουμε εύκολα και ευχάριστα

Τα μαθήματα είναι εύκολα, ευχάριστα και με εξαιρετική αποτελεσματικότητα. Μιλάμε, διαβάζουμε, γράφουμε, καταλαβαίνουμε και αποκτάμε δεξιότητες στα ιταλικά σε πολύ μικρότερο χρονικό διάστημα σε σχέση με οποιαδήποτε άλλη μέθοδο.

Αποκτήστε ένα πτυχίο

Προετοιμαστείτε για τα πτυχία CELI, Diploma, Κρατικό Πιστοποιητικό Γλωωσομάθειας, ειδικό μάθημα Ιταλικών, Ιταλική Φιλολογία, σπουδές στην Ιταλία και Erasmus.

Εμφάνιση αναρτήσεων με ετικέτα tradizioni. Εμφάνιση όλων των αναρτήσεων
Εμφάνιση αναρτήσεων με ετικέτα tradizioni. Εμφάνιση όλων των αναρτήσεων

Κυριακή 6 Ιανουαρίου 2013

La Befana: italian tradition



La storia della Befana

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana viva viva la Befana!

La Befana, (termine che è corruzione di Epifania, cioè manifestazione) è nell’immaginario collettivo un mitico personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni ai bambini buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio. La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.

L’iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate. Si rifà al suo aspetto la filastrocca (la Befanata) che viene recitata in suo onore: La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana viva viva la Befana!

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini. Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.

Nella società contadina e preindustriale, salvo rari casi, i doni consistevano in caramelle, dolcetti, noci e mandarini, insieme a dosi più o meno consistenti (a insindacabile giudizio della Befana) di cenere e carbone, come punizione delle inevitabili marachelle dell’anno. La Befana, tradizione tipicamente italiana, non ancora soppiantata dalla figura “straniera” di Babbo Natale, rappresentava anche l’occasione per integrare il magro bilancio familiare di molti che, indossati i panni della Vecchia, quella notte tra il 5 e il 6 gennaio, passavano di casa in casa ricevendo doni, perlopiù in natura, in cambio di un augurio e di un sorriso.

Oggi, se si indossano gli abiti della Befana, lo si fa per rimpossessarsi del suo ruolo; dispensatrice di regali e di piccole ramanzine per gli inevitabili capricci di tutti. Dopo un periodo in cui era stata relegata nel dimenticatoio, ora la Befana sta vivendo una seconda giovinezza, legata alla riscoperta e alla valorizzazione delle antiche radici e della più autentica identità culturale.